Italian Sounding: cos’è, quanto costa all’agroalimentare italiano e come contrastarlo

Cos’è l’Italian Sounding?

Con il termine inglese “Italian sounding” si definisce un fenomeno che sfrutta la reputazione e l’appeal che il prodotto agroalimentare italiano ha nel mondo per ingannare i consumatori ed indurli all’acquisto. Solitamente vengono utilizzate denominazioni, riferimenti, immagini e segni che evocano l’Italia ed alcuni dei più famosi prodotti tipici italiani, per incoraggiare la vendita di prodotti fatti all’estero.

parmesan Italian sounding


Esiste una differenza netta tra la contraffazione ed Italian Sounding. Nel caso della contraffazione riguarda per lo più illeciti relativi alla violazione del marchio registrato, quindi riguarda le denominazioni di origine (DOP, IGP, ecc.), i loghi, il design, il copyright, fino ad arrivare alla contraffazione del prodotto stesso; questa è legalmente impugnabile e sanzionabile. Nel fenomeno dell’Italian Sounding, invece, non abbiamo una vera e propria imitazione bensì un richiamo della presunta italianità di un prodotto e non può dunque essere perseguibile dalla legge nei Paesi in cui le denominazioni di origine non sono riconosciute o tutelate.


Quando è nato l’Italian Sounding e perché?

L’Italian Sounding nasce tra fine ‘800 e inizio ‘900, quando ebbe inizio l’emigrazione italiana all’estero. Da allora la cultura e la bravura nel settore artigianale ed enogastronomico degli italiani si diffuse facendo conoscere al mondo le tradizioni italiane ed i migliori prodotti. La domanda del Made in Italy iniziò a crescere e molte aziende estere cominciarono ad imitare i prodotti italiani.

quattro formaggi italian sounding


Questo problema nasce inoltre da una mancata conoscenza del vero Made in Italy da parte dei consumatori stranieri che non riconoscono quando si trovano davanti ad un autentico prodotto italiano o ad un prodotto legato al fenomeno dell’Italian Sounding.


Quanto costa l’Italian Sounding al vero Made in Italy?

Negli ultimi anni le esportazioni agroalimentari italiane hanno vissuto un aumento notevole raggiungendo nel 2018 il valore di 41,8 miliardi. USA e Canada, sono inoltre tra le prime dieci destinazioni dell’esportazione di DOP e IGP, rappresentando ben il 12,4% delle esportazioni dei prodotti certificati. A dispetto di questo, ad oggi ancora più di due prodotti italiani su tre venduti nel mondo appartengono in realtà al fenomeno dell’Italian Sounding. Il fenomeno dell’Italian Sounding è infatti in continua crescita: secondo Coldiretti, con un aumento record del 70% nel corso dell’ultimo decennio, il valore del falso agroalimentare italiano nel mondo è salito ad oltre 100 miliardi, pari al triplo del valore dell’export alimentare nazionale, un quarto dei quali si concentra negli USA (23 miliardi di euro).

salse esempi di Italian Sounding


La crescita dell’export agroalimentare ha portato a fissare un obiettivo di 50 miliardi di export in questo settore nel 2020. È triste affermare che probabilmente l’Italia avrebbe già raggiunto questo risultato se non fosse per l’impatto che il fenomeno dell’Italian Sounding ha sulle vendite all’estero.

Assocamerestero, in collaborazione con 21 Camere di Commercio Italiane all’Estero (CCIE), ha studiato l’andamento e la diffusione del fenomeno nelle due principali aree di riferimento, rilevando in Europa un indice di abbattimento di costo dei prodotti Italian Sounding rispetto agli autentici prodotti italiani reperibili nei sette Paesi coinvolti. Nello specifico, i risparmi più considerevoli hanno luogo in UK (-69%) ed in Germania (-68,5%), seguiti da Belgio (-64,9%) e Olanda (-64,3%); ci si muove su tassi di risparmio più modesti in Svizzera (-33,9%) e in Lussemburgo (-25%).


Quali sono i settori più colpiti dall’Italian Sounding?

I prodotti più imitati all’estero sono salse, olio, pomodori, vino, formaggi, salumi e piatti già pronti. A subire maggiormente il fenomeno dell’imitazione sono soprattutto DOP e IGP, ossia le eccellenze italiane più richieste dai consumatori stranieri. L’Italian Sounding interessa il 97% dei condimenti per pasta, il 94% delle conserve sott’olio e sotto aceto, il 76% dei pomodori in scatola ed il 15% dei formaggi.

mozzarella falsa Italian Sounding


Le categorie più colpite dal fenomeno dell’Italian Sounding individuate dalle 21 Camere di Commercio nello studio effettuato da Assomercato sono: prodotti lattiero-caseari, pasta, prodotti da forno, prodotti a base di carne, condimenti, piatti pronti e surgelati(sughi, conserve, aceto, olio, prodotti sott’olio e sott’aceto, vino, liquori, etc.).

italian sounding settori più colpiti infographic
Il 42% dei prodotti Italian Sounding sono piatti pronti e surgelati, conserve e condimenti; il 25% sono latticini, la pasta rappresenta il 16,1%, il 13,2% sono prodotti a base di carne ed il 3,6% sono i prodotti da forno.




Come possiamo contrastare l’Italian Sounding?

La tutela del vero Made in Italy è un tema di primaria importanza in sede europea, in particolare considerando il fatto che l’Italia è il Paese che vanta in Europa il maggior numero di prodotti certificati. Da aprile 2020 verranno applicate delle nuove disposizioni europee, che obbligheranno i produttori ad indicare sull’etichetta l’origine della materia prima principale. Sarà però ammessa l’omissione qualora il luogo di origine dell’ingrediente primario fosse lo stesso del luogo di lavorazione dell’alimento. Esperti ed operatori del settore hanno già espresso diverse perplessità, come la flessibilità riconosciuta riguardo alla portata geografica del riferimento all’origine (da“Ue/non Ue” fino all’indicazione del paese o della regione).

Queste norme non si applicheranno ai prodotti Dop, Igp e Stg, né a quelli a marchio registrato che indicano già di per sé la provenienza del prodotto. In questo modo le aziende che mostrano un marchio che richiama l’Italia potrebbero aggirare gli obblighi di tale normativa.

Reggianito Italian sounding esempio


Secondo Gian Domenico Auricchio, presidente di Assocamerestero, in determinate realtà e per certi prodotti, la scelta dell’Italian sounding invece dell’originale italiano non è legata a questioni di prezzi, bensì a due fattori: da una parte la difficoltà di reperire il prodotto autentico e dall’altra la scarsa conoscenza da parte del consumatore straniero delle caratteristiche e della qualità del vero Made in Italy.

salsa di pomodoro Italian sounding Pomarola


Riassumiamo dunque i fattori che potrebbero aiutare a contrastare uno dei fenomeni che più ledono all’economia dell’agroalimentare italiano:

  1. Accrescimento e diffusione della conoscenza e della cultura enogastronomica italiana all’estero
  2. Emanazione di leggi più restrittive e che potrebbero evitare imitazioni e l’utilizzo di diciture ingannevoli e che alludano ad un’italianità fittizia
  3. Food Passport

Food Passport: come riconoscere con sicurezza il vero Made in Italy

Il Food Passport è un progetto che Emerge ha studiato in comunione con FarzatiTech. Il Food Passport fonda le proprie basi su due tecnologie: da una parte attraverso l’applicazione della tecnologia NIR viene definita un’impronta chimica per ogni prodotto, una sorta di impronta digitale che identificherà un prodotto e ne garantirà l’autenticità; dall’altro la tecnologia blockchain che consente l’identificazione ed il tracciamento delle transazioni in digitale e la condivisione di queste informazioni attraverso una rete distribuita di computer, creando, in un certo senso, una rete di fiducia distribuita.

Food Passport

L’utilizzo del Food Passport permetterà:

  • ai produttori certificare con assoluta sicurezza che il proprio prodotto sia un’autentica eccellenza Made in Italy;
  • ai buyer di aumentare il proprio profitto e di soddisfare le aspettative dei consumatori disposti a pagare di più per i prodotti certificati;
  • ai consumatori di acquistare autentici prodotti italiani certificati.

Scopri di più sul Food Passport


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