Prometeo, passione e ricerca per il farro da più di 25 anni

L’azienda Prometeo nasce nel 1991 ad Urbino, nelle Marche. Da oltre 25 anni ha iniziato una vera e propria sfida per restituire al farro il posto d’onore che merita tra i cereali. Produce questo antico cereale focalizzandosi su due specie in particolare: farro dicocco e farro monococco.

L’azienda seleziona, produce e trasforma solo varietà di farro proprie, poi affidate ad agricoltori biologici di fiducia nel centro Italia.

La filiera di Prometeo garantisce una tracciabilità completa, un sistema produttivo sostenibile, a basso impatto ambientale, ed assicura la migliore qualità possibile. L’azienda riesce in questi intenti fornendo semente selezionata e certificata e controllando sul campo tutte le fasi della coltivazione. Inoltre l’azienda ogni anno prosegue l’attività di ricerca e quella sementiera per monitorare e valutare le numerose varietà di farro e moltiplicare la semente di quello di proprietà. Le prime tre varietà di farro iscritte al registro varietale nazionale ed europeo sono di Prometeo (Zefiro, Yakub e Rossorubino).

Prometeo farro semina

Ecco la nostra intervista a Massimo Fiorani, titolare di Prometeo

Raccontateci la storia della vostra azienda: com’è nata? come siete arrivati ad ottenere la realtà che oggi gestite?

Per raccontare la storia di Prometeo dobbiamo tornare ai primi anni novanta, agli albori dell’agricoltura biologica. In quegli anni si iniziava a delineare un nuovo sistema di coltivazione e un nuovo mercato. Nascevano idee e aziende con l’utopia sia di cambiare un sistema produttivo miope e poco rispettoso dell’ambiente, sia di cambiare il futuro del pianeta.

Ma tutti gli studi, le ricerche e gli sviluppi agronomici dei decenni precedenti erano indirizzati a favore di quel sistema produttivo, un’agricoltura intensiva, basata sull’utilizzo della chimica e la massimizzazione delle rese produttive.

Il farro, padre di tutti i frumenti, primo cereale coltivato, dall’origine dell’agricoltura (12.000 anni fa) ha sfamato e accompagnato la nostra civiltà per millenni, dimenticato e abbandonato solo negli ultimi secoli, a differenza delle moderne varietà di grano non è stato oggetto di attività di miglioramento genetico. Una pianta rustica, con una bassa richiesta nutrizionale, particolarmente competitiva con le piante infestanti, caratteristiche perfette alla coltivazione biologica nella aree marginali come la dorsale appenninica dell’Italia centrale.

Così nel 1991 è nata l’idea di puntare tutto sul farro e dandogli nuovamente un posto d’onore tra gli alimenti più preziosi e salutari necessari per la nostra dieta moderna. Abbiamo iniziato cercando il seme nei luoghi più sperduti degli Appennini da agricoltori e allevatori che utilizzavano il farro solo per l’alimentazione del bestiame, recuperando e selezionando varietà da miscugli di cereali mantenuti nel tempo dagli agricoltori e abbiamo convinto alcuni di loro a darci fiducia e a coltivare “quello strano cereale” abbandonato e da tutti dimenticato.

prometeo farro coltivazione

Come scegliete le materie prime? Che parte della filiera controllate direttamente?

In Prometeo non scegliamo la materia prima, ma la “costruiamo” passo dopo passo, mattoncino dopo mattoncino. Quando la materia prima entra in azienda ne conosciamo già tutte le caratteristiche sia perché utilizziamo le nostre varietà di farro (attività di ricerca sul seme) sia perché collaboriamo con agricoltori fidelizzati e seguiamo le loro coltivazioni. Questo è un sistema di approvvigionamento molto impegnativo che ci impone una programmazione a lungo termine, ma garantisce una tracciabilità reale, precisa e affidabile. 


Quale ritenete essere l’unicità della vostra realtà? Qual è il valore aggiunto dei vostri prodotti?

La caratteristica che ci contraddistingue è proprio la specializzazione su un prodotto unico e particolare come il farro. Abbiamo dedicato quasi 30 anni di lavoro allo sviluppo di questo prezioso cereale, l’azienda è cresciuta implementando strategie e realizzando strutture che permettono la produzione di pasta e prodotti da forno che salvaguardano le caratteristiche della materia prima. La nostra azienda racchiude in sé differenti settori produttivi: sementiero per lo studio e la gestione delle nostre varietà di farro; un centro di stoccaggio per la gestione e la differenziazione della materia prima, essenziale per garantire la tracciabilità; macchinari per la sgusciatura o decorticazione (il farro è un cereale vestito in cui alla trebbiatura le glume restano aderenti alla cariosside) e per la macinatura in pietra naturale che evita il surriscaldamento della farina e permette di conservare inalterate le proprietà nutrizionali.


Quanto conta per voi la trasparenza nella filiera?  Investireste per rendere la filiera più trasparente?

Come già detto, trasparenza e tracciabilità dovute ad una buona organizzazione della filiera produttiva sono state, e sempre saranno un fattore imprescindibile per la nostra produzione.

Abbiamo lavorato sempre in filiera, anche in tempi in cui nessuno ne parlava, anticipando perfino la politica agricola dell’Unione Europea che solo dopo gli anni 2000 ha iniziato ad inserire il concetto di filiera nelle misure di sostegno proposte.

lavorazione del farro

Cosa state facendo dal punto di vista della sostenibilità? (Iniziative, utilizzo di energie rinnovabili, riduzione delle emissioni di CO2, etc)

Possiamo considerare il farro, per i motivi esposti prima, una coltura a basso impatto ambientale. La sua naturale rusticità, la forte competitività con le piante infestanti e la bassa richiesta nutrizionale lo rendono adatto alla coltivazione biologica in aree agricole marginali.


Avete qualche progetto innovativo in corso?

Il farro Prometeo lo si può consumare a casa come farro perlato, pasta e mille ricette fatte con la farina di farro monococco, ma lo si può desiderare anche fuori casa. Così, nel 2019, Prometeo in collaborazione con NIP Food (Nazionale Italiana Pizzaioli) ha iniziato il progetto Pizza Farro Monococco, un tour di corsi per formare pizzaioli insegnando loro le giuste tecniche di impasto per far rendere al meglio la farina di farro monococco.


Come vedete il futuro della coltivazione e lavorazione del farro?

Come ho già detto il farro è una coltura a basso impatto ambientale e una delle più attuali esigenze della società è proprio quella di ridurre l’impatto ambientale, oggi più che mai è fondamentale fare un’agricoltura attenta ai consumi; inoltre la società attuale è sempre più attenta alla qualità e alla cultura del cibo, il consumatore è sempre più informato e richiede sicurezza e trasparenza dalle aziende agroalimentari.
Se è vero che noi siamo ciò che mangiamo, è fondamentale che queste aziende diano sempre più importanza alla reale qualità nutrizionale dei propri prodotti. Noi di Prometeo ci abbiamo sempre creduto infatti il nostro motto è “mangio quindi sono”.


In quale mercato pensate di potervi inserire in futuro e come?

Cerchiamo un consumatore maturo e attento, che valuti con la dovuta attenzione le informazioni che riceve, attento alla propria salute e a quella della propria famiglia; giovani genitori che abbiano a cuore la salute dei propri figli, ma che vogliano anche preservare, salvaguardare e migliorare l’ambiente per le generazioni future.

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